Progettazione Meccanica

Come far arrivare gli esperimenti nella stratosfera? attraverso un vettore sollevato da un pallone riempito di elio. Ma come progettare il tutto?

 potrete trovare i disegni del nostro vettore.

Con la missione ATLAS 2 sorgono nuove sfide per nuovi obiettivi.

La principale novità di questa missione (relativa al volo) riguarda il cambio di velocità di ascesa: oltre una quota prestabilita (ossia sopra le quote di volo degli aerei e dei forti venti) verrà diminuita la velocità di salita del vettore (mediante rilascio di gas) per permettere lo svolgimento degli esperimenti in un arco di tempo maggiore.

L’obiettivo è quello di adottare una velocità di risalita elevata nella fascia bassa dell’atmosfera (troposfera) per evitare di intralciare i voli degli aerei e di essere traslati lateralmente dai forti venti. Se il vettore e il pallone vengono investiti da un vento laterale rischiano di essere spinti lontano dal punto di lancio. Per evitare questo, oltre a risalire velocemente, si è pensato di non lasciare il paracadute alla mercé dei venti, ma di includerlo all’interno del vettore (o proteggerlo) e di rilasciarlo solo in determinate condizioni. Lasciare il paracadute appeso al vettore comporta il rischio di trasformarlo in una vela, rendendo vano il tentativo di non far allontanare troppo il vettore dal punto di lancio.

 

Leggi tutto: Sistemi di espulsione del paracadute

Il nuovo modulo della missione ATLAS 2 è caratterizzato da una struttura compatta e di forma cilindrica, caratteristiche che contribuiscono ad un miglior isolamento termico ed ad una migliore aerodinamicità.

Il tutto può essere suddiviso in 2 sezioni fondamentali: la sezione superiore contiene il collo del pallone, il sistema di sgonfiaggio in volo e il paracadute, la seconda contiene la strumentazione ed è completamente isolata dall’ambiente esterno.

Analizziamo ora una situazione di emergenza: durante la prima fase del volo del vettore un volatile potrebbe causare l’esplosione del pallone, facendo precipitare il modulo privo di paracadute, poiché quest’ultimo viene espulso automaticamente a quote più elevate (14 km).

Leggi tutto: Il "problema del piccione"

Durante lo sviluppo del progetto si è passati da un modulo con una forma cubica (di facile realizzazione ma poco aerodinamico rispetto ai venti trasversali) ad uno con base ottagonale e fianchi inclinati di circa 45 gradi.
in questo modo si è migliorata la stabilità in volo e creato le superfici ideali per montare i pannelli fotovoltaici perpendicolari alla direzione dei raggi solari (la latitudine ad Oderzo è appunto di 45°).

Leggi tutto: Costruzione del modulo ottagonale

Il tutto è nato quando ha cominciato a prendere piede l’idea di modulare la velocità di risalita del pallone verso la stratosfera (vedi Diario Area scientifica) con un sistema di sgonfiaggio in quota (a 15 km circa) da realizzare con un collo di gonfiaggio adattato anche all’operazione inversa. Si è reso quindi necessario progettare anche il sistema di rientro a terra del collo stesso ed il gruppo ha proposto diverse soluzioni (vedi Incontro del 31/05/2014).

Leggi tutto: Come costruire un paracadute semisferico

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La tua proposta verrà valutata e se l'esperimento risulta fattibile lo installeremo nel primo lancio utile.

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